gli spettacoli

1. “BADA-MI”
  • VINCITORE DEL “PREMIO BORRELLO 2010” PER LA NUOVA DRAMMATURGIA
  • FINALISTA CONCORSO 2010 “CORTI TEATRALI” DEL “TEATRO LO SPAZIO” (ROMA) 
Liberamente ispirato a 4 storie vere, “BADA-MI” affronta il tema della condizionedelle badanti in Italia: disagi, ricatti, soprusi, ma anche coraggio e denuncia.Accanto a loro una giovane madre italiana con contratto di lavoro precario.

"ci chiamano badanti, perchè badiamo, ma oltre quel badare, dietro quel badare, c'è un amore che vuole esplodere: l'amore che non possiamo dare ai nostri figli o ai nostri genitori lontani, lo diamo a voi come merce da contrattare"

Lo spettacolo è adattabile ad ogni tipo di spazio o sala.

In scena quattro attrici.

2. “FIGLIA D'ANIMA”
Quattro donne per un solo destino: quello della maternità a distanza. La madre, costretta a partire, vive sulla sua pelle i ricatti della clandestinità. La figlia, cresciuta per 12 anni senza di lei la raggiunge in Italia ma si trova in un mondo che la respinge. La zia, madre d'anima, reagisce al distacco dalla nipote chiudendosi nel buio della malinconia, fino a impazzire nei suoi stessi ricordi. La nonna è il raccordo di quelle tre vite: è lei a portare il messaggio di un tempo antico, quando alla donna era affidato il potere mistico della creazione.

“Piangeva mentre mi abbracciava, ma sentivo che il mio corpo era diventato uno
spazio a forma di figlia, più che figlia stessa. Dovevo forse fingere di essere stata
partorita in quell’istante? Magari piangere per il cordone spezzato e chiederle di
farmi un bel bagno per spazzare via i lividi del venire al mondo?”.

Lo spettacolo è adattabile ad ogni tipo di spazio o sala.

In scena quattro attrici.

3. “AMARGI”

  • SELEZIONATO PER IL CONCORSO “DONNAMOSTRADONNA 2011”
Donne distanti più di 2000 anni si incontrano. Dopo, nessuna sarà più la stessa: chi avrà la certezza di una civiltà patriarcale in arrivo, chi si renderà conto che c'era un tempo che nessuno racconta. Una voce dal nostro passato arcaico, una voce che si fa ricordo. Amargi: Parola che significa "Libertà e ritorno alla Madre" ci parla di un tempo preindoeuropeo e si basa sulle ricerche archeologiche e antropologiche sulla Grande Madre. 
“Amargi” è un testo che si basa sulle ricerche di Maria Gimbutas, Riane Eisler, Luciana Percovich. “Amargi” ci ricorda che il più grande insabbiamento storico è ai danni della donna.

"Ricorda la vertigine, la vertigine dell'amore che si fa pelle"
In scena quattro attrici.

I tre spettacoli -“Badami”, “Figlia d'anima” e “Amargi”- possono essere presentati al pubblico sia singolarmente che come trilogia sulla maternità.